| LEGGI SUGLI ANIMALI
L'abbandono è un reato e come tale viene punito.
La legge 281 del 1991 configura gli animali come autonomi soggetti
di diritto destinatari di specifica tutela. L'articolo 5 di questa
legge fissa le sanzioni per chi abbandona cani , gatti o qualsiasi
altro animale custodito nella propria abitazione:
da trecentomila a un milione per chi commette tale reato. Il maltrattamento
e l'uccisione degli animali è un reato perseguito dal codice
penale ( art. 727). Denunciare una persona ai sensi dell'articolo
727 del codice penale è semplice e non si rischia nulla.
La legge Regionale 5 maggio 1990 n. 41 comma 3 afferma che sono
vietati spettacoli, gare e rappresentazioni pubbliche che comportino
maltrattamenti e sevizie di animali, in conformità alle norme
vigenti in materia penale e di pubblica sicurezza.
LA LEGGE QUADRO N. 281 DEL 1991.
La legge n. 281 del 1991 è la
legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del
randagismo. Prima della legge, nei canili , i cani randagi non reclamati
entro un certo tempo dai proprietari o adottati da una nuova famiglia,
venivano uccisi. Adesso i cani randagi non possono essere più
soppressi . La legge indica i soggetti individuati per la soluzione
e la gestione del problema del randagismo. Essi sono: i servizi
veterinari dell'ASL, cui spetta la cattura, il controllo sanitario,
il tatuaggio, il mantenimento dei randagi per i primi 10 giorni
dalla cattura, le vaccinazioni e altri interventi di base; i Comuni,
cui spetta il compito più impegnativo, cioè il mantenimento
dei randagi rinvenuti sul proprio territorio a partire dall'undicesimo
giorno in poi, fino alla restituzione al legittimo proprietario,
al nuovo affidamento, o per tutta la permanenza dall'animale in
canile; le Associazioni a tutela degli animali , che sono indicate
nel testo di legge come un soggetto particolarmente indicato nella
gestione di canili e rifugi.
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