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Il territorio del Parco Nazionale del Pollino offre
al visitatore una preziosa varietà di beni culturali ed artistici.
Le grotte presenti su tutti i versanti del massiccio ci raccontano
della presenza dell'uomo fin dal 15.000 a.C. La più emozionante
è quella del Romito, nella valle del fiume Lao, dove un artista
del Paleolitico Superiore ha tracciato, sulla parete di un masso
calcareo, un elegante graffito raffigurante un Bos primigenius,
una specie di bisonte preistorico. Nello stesso luogo, sono state
ritrovate delle sepolture, costituite da resti scheletrici di individui
di bassa statura e di alcuni manufatti in terracotta. Un altro importante
ritrovamento è avvenuto nella Valle del Mercure: lo scheletro
di un Elephas antiquus che oggi si può ammirare nel museo
di Rotonda.
I paesaggi rocciosi del Pollino sono caratterizzati
dagli eremi, spesso ricavati da grotte, e dai monasteri costruiti
nei primi secoli del Medioevo da religiosi bizantini giunti in questi
luoghi in seguito all'espansione dell'Islam nel Medio Oriente e
in Sicilia. Di particolare bellezza è il Santuario della
Madonna delle Armi, costruito a partire dal 1440 ai piedi delle
pareti calcaree del Monte Sellaro, nei pressi di Cerchiara di Calabria,
dove si trovano ancora conservati preziosi affreschi e la teca d'argento
che protegge l'immagine della Madonna delle Armi; in uno splendido
angolo naturale di Papasidero, appoggiato alle pareti del fiume
Lao, sorge la chiesa bizantina di S. Maria di Costantinopoli che
conserva affreschi del Trecento e Quattrocento; davvero suggestivo
è il centro di Laino Castello, costruito su di un colle e
abbandonato a seguito dei terremoti del 1980 e del 1982; di particolare
interesse è il Santuario delle Cappelle a Laino Borgo, un
complesso di piccoli edifici ornati di affreschi che ricordano i
Luoghi Santi di Gerusalemme; a S. Sosti si può visitare,
invece, il Santuario della Madonna del Pettoruto: fondato nel 1274
dai monaci dell'Abbazia di Acquaformosa e in seguito ricostruito
dopo il terremoto del 1783, richiama numerosi pellegrini, in particolar
modo durante i festeggiamenti dedicati alla Madonna nella prima
domenica di maggio con la cerimonia de "La Cinta" e dall'uno
all'otto settembre per l'anniversario della ricostruzione; un'altra
festa religiosa molto sentita fra la gente dei diversi comuni del
Parco è quella che si svolge presso il Santuario della Madonna
del Pollino nel territorio di S. Severino Lucano nel primo fine
settimana di luglio.
Uno dei paesi più caratteristici del Parco è rappresentato
dall'antico borgo di Morano Calabro, fondato sui ripidi pendii di
un colle e dominato dagli imponenti resti di un castello normanno;
il centro storico ospita numerosi monumenti come la Chiesa di S.
Bernardino, uno dei pochi esempi di architettura quattrocentesca
in Calabria, la Collegiata dei SS. Pietro e Paolo, il cui interno
conserva opere marmoree di Pietro Bernini e la chiesa di Santa Maria
Maddalena, di epoca bizantina, ma rimaneggiata in età tardo
barocca, nella cui sacrestia si può ammirare il gioiello
di Morano, il Polittico di Bartolomeo Vivarini, eseguito nel 1477.
A pochi chilometri dal centro abitato sono visibili i ruderi del
convento agostiniano di Colloreto, uno dei monasteri più
importanti della Calabria settentrionale, fatto costruire nella
seconda metà del '500 dal monaco Bernardo da Rogliano. L'area
del Pollino si arricchisce di altri preziosi monumenti come il Santuario
di S. Maria della Consolazione di Rotonda, l'Abbazia di Santa Maria
Odigidria di S. Basile, dove è conservato un frammento di
affresco raffigurante una Madonna Coronata di datazione incerta,
ma anteriore al '500, la chiesa di S. Sofia a Papasidero, il Monastero
di S. Maria del Monte ad Acquaformosa. A Lungro, capoluogo dei paesi
albanesi, si può ammirare la maestosa Cattedrale di S. Nicola
di Mira, decorata al suo interno da pregiate icone e mosaici di
gusto bizantino; nel paesino di Aieta, invece, risalta la chiesa
della Visitazione con un bellissimo portale del XVIII sec. A Castrovillari,
deliziosa cittadina in vista della Serra Dolcedorme e del Pollino,
si può ammirare il turrito Castello Aragonese del 1490, il
Museo Civico, il Museo di Arte Sacra e la chiesa di S. Giuliano
e di Santa Maria del Castello, risalente al 1090.
Le comunità di cultura Arbereshe
Oggi, oltre la metà dei circa 90.000 albanesi
d'Italia vive intorno al massiccio del Pollino e in particolare
nei comuni di Frascineto (Frasnita), Civita (Cifti), San Paolo Albanese
(Shen Pali), San Costantino Albanese (Shen Kostadini), Acquaformosa
(Firmoza), Lungro (Ungra), Plataci (Platani) e San Basile (Shen
Vasili). L'occupazione ottomana dei Balcani costrinse questi popoli
a fuggire dal loro paese che si insediarono nell'area del Parco
a partire dal 1470. Nonostante la forte influenza della cultura
italiana ed il lungo tempo trascorso dal loro arrivo, l'idioma di
queste comunità è ancora parlato da una buona parte
della popolazione locale. Le funzioni di rito greco - bizantino
e la celabrazione del matrimonio suscitano un grande interesse religioso.
Tra le feste tradizionali, la più sentita è la danza
della "Vallija" che si celebra il martedì dopo
Pasqua in ricordo della vittoria sui turchi ad opera del valoroso
condottiero Giorgio Castriota Skanderbeg. |